Didattica e valutazione

Didattica e valutazione

DIPARTIMENTI

La progettazione didattica, realizzata dalla collegialità dei docenti mediante le riunioni per Dipartimenti e dei Consigli di Classe, tende a far conseguire agli alunni le competenze trasversali e culturali di cittadinanza in modo tale che essi possano affrontare una realtà economico sociale caratterizzata da continua innovazione e rapida evoluzione e/o proseguire proficuamente gli studi a livello post-diploma o universitario.

Dipartimenti

Obiettivi dell'azione formativa sono quindi:

  • la crescita educativa, culturale e professionale dei giovani che consenta di trasformare la molteplicità dei saperi in un sapere unitario
  • lo sviluppo dell’autonoma capacità di giudizio
  • l’esercizio della responsabilità personale e sociale
  • il conseguimento di competenze che consentano ai ragazzi di orientarsi in una realtà in continua trasformazione e di attivare processi di auto apprendimento
  • l’acquisizione di stili di vita sani e sicuri mediante approfondimenti disciplinari sulla sicurezza e sulla salvaguardia dell’ambiente


CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE SCOLASTICHE

L’assolvimento dell’obbligo di istruzione è sancito dal Certificato delle Competenze di Base che ogni scuola secondaria superiore di secondo grado deve compilare per ciascuno studente, al termine dell’obbligo scolastico, al compimento del 16° anno d’età.
Il Certificato delle Competenze di Base è stato predisposto dal Ministero dell’Istruzione sulla base delle Raccomandazioni del Parlamento Europeo secondo un formato standardizzato che consente di garantire l’equivalenza formativa di tutti i percorsi, nel rispetto dell’identità delle singole scuole.
Tale formato prevede la valutazione di competenze organizzate in assi culturali e una valutazione non espressa in voti, bensì in livelli:

  • livello base non raggiunto
  • livello base
  • livello intermedio
  • livello avanzato

Sulla base delle competenze acquisite, i docenti del Consiglio di Classe certificano il livello raggiunto dall’alunno.


I CRITERI DI VALUTAZIONE E IL SISTEMA DEI CREDITI

L'azione didattica è improntata a criteri di flessibilità, interdisciplinarietà e trasparenza.
Per l’importanza del momento valutativo-informativo considerato nella sua funzione diagnostica e non punitiva, per la chiarezza e l’omogeneità dei criteri di valutazione, i docenti adottano una stessa griglia di voti da 1 a 10 relativa agli esiti in termini di conoscenze, abilità e livelli di competenza:

Valutazione

L’alunno viene sempre immediatamente informato dell’esito delle prove orali e nel più breve tempo possibile di quelle scritte.

Le famiglie sono giornalmente informate sull’andamento didattico-disciplinare attraverso:
- visione diretta del registro elettronico;
- colloqui individuali settimanali con docenti in orario prefissato;
- colloqui con tutti i docenti in occasione dei consigli di classe di metà quadrimestre;
- comunicazione dell’esito delle verifiche sul registro elettronico e sul libretto scolastico personale;
- documento di valutazione online del primo quadrimestre e finale.

Nella valutazione finale i Consigli di Classe tengono conto dei seguenti elementi:

  • livelli di competenza acquisiti;
  • progressi registrati (e non soltanto la media matematica dei voti);
  • impegno;
  • esiti delle attività di recupero;
  • partecipazione al dialogo educativo;
  • comportamento;
  • potenzialità di recupero in possesso dell’allievo.

In particolare, per eventuali non promozioni valutano:

  • numero delle insufficienze;
  • gravità delle insufficienze;
  • distribuzione delle insufficienze fra le diverse aree disciplinari;
  • carenze nell’area di indirizzo;
  • scarsa partecipazione al dialogo educativo e alle attività di recupero;
  • comportamento;
  • frequenza.

Nel caso in cui lo studente in sede di scrutinio finale presenti insufficienze in una o più discipline, il Consiglio di Classe non ammette l’allievo alla classe successiva o sospendere il giudizio. In tal caso l’allievo è tenuto a:

  • svolgere le consegne estive assegnate;
  • frequentare le attività di recupero attivate dall’Istituto o, nel caso in cui i responsabili del minore non si avvalgano di dette attività, comunicare la loro decisione alla scuola;
  • sostenere la/le prove di verifica volte ad accertare il traguardo di competenze essenziali, condizione necessaria per essere ammessi alla classe successiva.

Nella valutazione del comportamento i Consigli di Classe tengono conto dei seguenti elementi:

  • osservanza del Patto educativo di corresponsabilità e delle norme di comportamento;
  • frequenza;
  • disponibilità all’interrelazione e la partecipazione alla vita scolastica;
  • atteggiamento metacognitivo.

Il voto non sufficiente di condotta è assegnato nei casi di gravi violazioni dei doveri degli studenti definiti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti a condizione che allo studente sia già stata comminata una sanzione disciplinare con mancato ravvedimento.
Di seguito si riporta la tabella relativa alla valutazione del comportamento.

Criteri di valutazione del comportamento degli studenti

Comportamento studenti

Il credito scolastico è la somma dei punteggi ricavati dalle attribuzioni equivalenti alle valutazioni finali che l’allievo consegue nell’arco del triennio.
Nell’attribuzione del punteggio da parte del Consiglio di classe, relativamente alla banda di oscillazione (punteggio minimo-massimo), si tiene presente quanto segue:

  1. Si attribuisce per eccesso il punteggio più alto della banda di appartenenza se la media dei voti risulta pari o superiore al decimale 0,50; viceversa, si attribuisce per difetto il punteggio più basso;
  2. pur in presenza del punteggio minimo previsto dalla banda di appartenenza, si può accedere al punteggio massimo se si verificano almeno 3 delle seguenti condizioni:
  • acquisizione di un credito formativo;
  • voto di comportamento non inferiore a 9/10;
  • partecipazione attiva al dialogo educativo e alle attività complementari e integrative previste dal PTOF;
  • assenze totali inferiori al 10%.

Credito scolastico

Facendo riferimento al Decreto Ministeriale del 24 febbraio 2000 (D.M. n.49/00) relativo all'acquisizione dei crediti formativi, di cui all'art. 12 del Regolamento, si concorda che: le esperienze che danno luogo all'acquisizione dei crediti formativi, sono acquisiti, al di fuori della scuola di appartenenza, in ambiti e settori della società civile legati alla formazione della persona ed alla crescita umana, civile e culturale quali quelli relativi, in particolare, alle attività culturali, artistiche e ricreative, alla formazione professionale, al lavoro, all'ambiente, al volontariato, alla solidarietà, alla cooperazione, allo sport.
La partecipazione ad iniziative complementari ed integrative non dà luogo all'acquisizione dei crediti formativi, ma rientra tra le esperienze acquisite all'interno della scuola di appartenenza, che concorrono alla definizione del credito scolastico.
Per i candidati esterni si tiene conto anche del possesso di altri titoli conseguiti al termine di corsi di studio di livello pari o superiore.

DPR


OBBLIGO DI FREQUENZA E RELATIVE DEROGHE

Frequenza scolastica e limite assenze e deroghe

Ai fini della validità dell’anno scolastico - compreso l’ultimo anno di corso - per procedere alla valutazione finale di ciascuno studente, è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale. Il mancato conseguimento del limite minimo di frequenza compromette l’ammissione alla classe successiva o all’esame finale (Riferimento normativo: Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009 n. 122, art. 14, comma 7).
Le istituzioni scolastiche possono stabilire, per casi eccezionali, motivate e straordinarie deroghe al suddetto limite, a condizione che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del Consiglio di classe, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati. Tali deroghe sono previste per assenze documentate e continuative, consegnate dagli alunni in Segreteria studenti.
Il Consiglio d’Istituto e il Collegio dei docenti, conformemente a quanto previsto dalla normativa, individuano i seguenti criteri di deroga al limite di assenze previsto:

  • esigenze particolari degli alunni e delle famiglie (impegni lavorativi degli alunni per contribuire al sostentamento della famiglia, problemi familiari segnalati per iscritto dal servizio sociale);
  • trasferimenti temporanei all’estero con impossibilità di frequentare la scuola nel Paese estero;periodi lunghi e continuativi di malattia o gravi motivi di salute adeguatamente documentati;
  • terapie e/o cure programmate.


L’ATTIVITA’ DI SOSTEGNO ALLO STUDIO E DI RECUPERO

Le attività di sostegno e recupero, parti integranti della programmazione del Consiglio di Classe e dell’attività del singolo docente, si propongono di:

  • raggiungere i traguardi essenziali previsti e colmare le carenze disciplinari;
  • promuovere l’integrazione degli alunni provenienti da altri corsi o scuole e ripetenti;
  • contenere il fenomeno della dispersione scolastica;
  • favorire l’acquisizione di un metodo di studio, di maggiore autonomia nel lavoro al fine di incrementare l’autonomia.

Tali attività si articolano secondo le seguenti modalità mirate:

Sostegno

Le attività di recupero sono portate a conoscenza delle famiglie e si concludono con una verifica il cui esito è comunicato all’alunno e ai suoi responsabili.


INSEGNAMENTO DI DISCIPLINE NON LINGUISTICHE (DNL) IN LINGUA STRANIERA SECONDO LA METODOLOGIA CLIL

L’acronimo CLIL (Content and Language Integrated Learning) indica l’educazione bilingue o plurilingue, cioè l’insegnamento da varie discipline non linguistiche in lingua straniera a seconda del percorso di studio.
La diffusione di questo tipo di didattica nel panorama della scuola italiana è basata su una molteplicità di ragioni che hanno alla base uno dei cinque obiettivi generali individuati nel 1995 dalla Commissione Europea nel Libro bianco su istruzione e Formazione. Insegnare e apprendere: verso la società conoscitiva, cioè promuovere “la conoscenza effettiva di tre lingue comunitarie”.

Per gli Istituti Tecnici, il DPR 15 marzo 2010, n.88, all’art.8, comma 2 lettera b), prevede l’insegnamento in lingua inglese di una disciplina non linguistica compresa nell’area di indirizzo del quinto anno, da attivare in ogni caso nel limiti degli organici determinati a legislazione vigente.
Per il corrente anno scolastico, il Collegio dei docenti ha stabilito l’attivazione nelle classi quinte, preferibilmente per il 30% del monte ore, delle seguenti discipline (DNL) veicolate in lingua inglese:

  • quinte CAT: Gestione del cantiere e Sicurezza dell’ambiente di lavoro
  • quinte AFM e SIA: Diritto
  • quinta TURISMO: Geografia turistica


FINALITÀ E OBIETTIVI DEI MODULI CLIL 

Alcune finalità basilari dell’insegnamento veicolare possono essere così sintetizzate:

  1. fare acquisire i contenuti disciplinari;
  2. migliorare la competenza comunicativa nella lingua straniera (Inglese);
  3. utilizzare la lingua inglese come strumento per l’apprendimento dei contenuti e lo sviluppo, altresì, delle abilità cognitive.

Per realizzare queste finalità, l’insegnante della disciplina prescelta non solo utilizza la lingua straniera per veicolare i contenuti della sua materia, ma attua una serie di strategie che sono essenziali per l’apprendimento integrato, definito CLIL (Content and Language Integrated Learning)
La lezione viene quindi focalizzata sia sui contenuti che sul potenziamento della lingua, di cui bisogna favorire la comprensione e l’abilità nella produzione scritta e orale. Per questo motivo vengono attuate le strategie CLIL (ad esempio: brainstorming, input comprensibile e compreso, lezioni interattive, attività mirate ad aumentare la produzione autonoma ecc.).
I moduli CLIL promuovono il miglioramento linguistico attraverso un apprendimento esperienziale, cioè imparare facendo anziché solo guardando o memorizzando.

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